“Our success as consultants will depend upon the essential rightness of the advice we give and our capacity for convincing those in authority that it is good.”

—Andrew Thomas Kearney (1892-1962)

 

Il nostro successo come consulenti dipenderà dalla sostanziale correttezza dei consigli che diamo, e dalla nostra capacità di convincere i titolari del potere decisionale che sono buoni consigli.

Con queste parole, Andrew Thomas (Tom) Kearney gettava le basi dell'azienda che porta il suo nome. È una responsabilità che continuiamo ad assumerci ogni giorno, in tutto quello che facciamo. Tangibilmente: questa citazione accompagna in fatti il ritratto di Tom appeso in ciascuno degli uffici di A.T. Kearney nel mondo. I principi che ha stabilito e i valori che ha infuso rimangono il nocciolo di chi siamo oggi e ci guidano, nel momento in cui a nostra volta noi guidiamo i nostri clienti verso i futuri successi.

Tom Kearney ha iniziato la carriera nella ricerca commerciale, per Swift & Company, ed è stato associate professor di Marketing alla Pennsylvania State University, prima di unirsi nel 1929 alla società originaria da cui nascerà A.T. Kearney. Nel 1939 l'azienda si scinde, e Andrew Thomas Kearney diventa managing partner dell'ufficio di Chicago, continuando a far crescere quella che un giorno sarebbe diventata la sua azienda omonima.

È noto che Tom avesse una notevole capacità di mettere immediatamente a proprio agio le persone. Questo calore genuino, la sua gentilezza e la collegialità emergevano in qualunque cosa egli facesse. Durante i primi decenni di attività, lui e i suoi partner svilupparono una reputazione a livello nazionale come esperti di produzione industriale e distribuzione. Diventarono famosi anche per la loro capacità di lavorare in stretta collaborazione con le persone – dagli operai ai vertici aziendali. Quasi 90 anni dopo, questo permane come il segno distintivo del nostro stile professionale.

Sin dall'inizio, Tom si dedicò a raggiungere l'eccellenza e a fornire servizi personalizzati ai clienti. Il suo obiettivo era quello di garantire risultati di qualità ai clienti; era la pietra angolare su cui ha voluto che poggiasse la reputazione della sua azienda. Ci è riuscito, grazie all'adozione di principi chiari e focalizzati:

Collaborazione

L'unica cosa necessaria è che noi tutti lavoriamo, incondizionatamente, come membri di una stessa squadra.

Diversità

La vera forza di questa azienda, come di qualunque organizzazione, si basa sul fatto che siamo tutti diversi tra noi.

Integrità

Un consulente degno di questo nome deve dare pareri onesti, non necessariamente quelli che lui ritiene i clienti vorrebbero sentire.

La considerazione per gli altri faceva parte integrante della sua filosofia, nel lavoro come nella vita personale. Sentiva fortemente il dovere per lui e tutti i suoi collaboratori di mettersi all'opera per migliorare le condizioni umane. In diverse occasioni, prese lunghe aspettative dal lavoro in azienda per dedicarsi a servizi civili e a compiti affidatigli dal governo. Nel gennaio 1945, il governo americano gli chiese di guidare una missione in Cina. A capo di una squadra di 28 specialisti, passò oltre sei mesi lavorando per migliorare la catena delle fornitura industriale della nazione, devastata dalla guerra. Una sfida di cui si prese carico, nonostante le forti resistenze di alcuni colleghi che ritenevano avrebbe fatto meglio a dedicare le proprie attenzioni alla cura degli affari in azienda. Ma l'azienda in realtà non ne fu penalizzata, anzi: per i suoi sforzi, l'esercito americano assegnò a Tom Kearney la Medal of Freedom, mentre il governo cinese gli attribuì la Medaglia della Vittoria.

Tre anni dopo, il governo americano torno a chiedere l'aiuto di Kearney. Egli andò così in Germania, per valutarne la ripresa industriale post bellica, e poi in Francia per lavorare a un progetto collegato all'attuazione del Piano Marshall. Fu durante lo svolgimento di questo incarico che Tom incontrò anche Jean Monnet, l'architetto della futura Unione Europea. La remunerazione di Kearney per il lavoro portato avanti su commissione del governo era complessivamente di un dollaro all'anno, eccezion fatta per il compenso di 50 dollari al giorno che Tom percepì durante i mesi in Cina, compenso che accettò solo dopo aver ceduto alle insistenze del governo americano.

Tom fu anche direttore della Camera di Commercio dello Stato dell'Illinois e ha fatto parte dei consigli di amministrazione del Massachusetts Institute of Technology e dell'Università di Chicago. Ha anche guidato il Chicago Community Fund, che raggruppava diverse organizzazioni di beneficenza, antesignano dell'odierno United Way. Fu uno straordinario paladino per quell'organizzazione: nel 1953, contribuì a raccogliere oltre 10 milioni di dollari – una cifra che corrisponde a oltre 78 milioni di oggi.

Assunse tutte queste missioni sulla scorta di un profondissimo senso civico e di un obbligo morale – avvertendo fortemente il senso di ciò che per lui era la cosa giusta da fare. E noi siamo orgogliosi di proseguire nel solco di questa tradizione: sappiamo che facendo il bene, noi agiremo per il bene dei nostri clienti, di noi stessi, della nostra comunità. Continuiamo a usare la sua firma su tutti i nostri documenti, come simbolo del nostro impegno a incarnare i valori che ha infuso nell'azienda e a mantenere la sua promessa di assicurare l'"sostanziale correttezza" delle nostre raccomandazioni e delle nostre azioni.